Ho deciso di partecipare per diverse ragioni: i luoghi sono bellissimi (li conosco, anche grazie alle origini langarole del ramo paterno della famiglia) e l’organizzazione sembrava adeguata; l’obiettivo era di provare la "tenuta" in gare consecutive (avevo notato affaticamenti che mi causavano scarsa resa in caso di mancato riposo nel giorno precedente la gara). Da ultimo, contavo d’essere in ferie, a Cortemilia.
La prima tappa, giovedì dalle 20,30 (dopo la garetta sulla spiaggia di mercoledì sera ed una giornata di lavoro a Savona) si è svolta nello splendido centro storico medievale di Alba: percorso un po’ artificioso, con un anello breve e due più lunghi, con partenza, passaggi ed arrivo di fronte al bel Duomo. Gara sostanzialmente pianeggiante (due brevi rampe), un po’ troppo curvosa (due "gomiti" stretti), traffico veicolare chiuso. Chiudo (appena 15º di categoria) in 26’20", strabiliato quanto incredulo, ma i 7 km dichiarati erano sbagliati (sul foglio di gara scriveranno poi 6,5). Doccia lontana dall’arrivo, per me triste e lungo ritorno fino a Savona, ché la famiglia m’ha complicato la corsa.
La seconda tappa, venerdì dalle 19,30 (ancora dopo il lavoro, ma col sospirato trasporto pre-gara della famiglia a Cortemilia), è partita da Guarene (capoluogo, 360 m. slm): uno splendido paese arroccato su di una collinetta oltre il Tanaro, sotto un castello (con vista mozzafiato sulla valle del Tanaro ed Alba; peccato partire da un incrocio, sull’altro versante, invece che dal castello). Prima parte del percorso ondulata, fino a Castagnito. Poi si scende (per strade provinciali, con traffico scarso ed in genere opportunamente limitato) nel Roero: Vezza e Monteu Roero (con due brevi salite spezza ritmo, una vicino alla bella chiesa di Monteu), quindi pianura fino a Canale (193 m. slm). Seconda sorpresa chilometrica: erano in programma 14 km, ma dopo il 12º (marcato dagli organizzatori) la segnaletica stradale indicava un preoccupante (e veritiero) "Canale 3 km". Arrivo nel centro sportivo (forse era meglio in piazza, ma così le docce erano vicine, almeno per una volta), il tutto con gran caldo (una concorrente portata via in ambulanza). Ho corso i 15,5 km in 1.07’59", risalendo all’11^ posizione di categoria, ma è stata veramente dura, forse anche a causa dei miei mancati riposi ed andirivieni automobilistici.
Il miglior percorso era quello della terza tappa, sabato alle 19,30. Partenza da Bossolasco (757 m. slm), salita nel primo km., poi lieve discesa lungo la cresta che porta al Passo della Bossola, crocevia delle Langhe e teatro di numerosi episodi della guerra di liberazione. Con la mente ai racconti di Fenoglio (ed ai tanti miei ricordi di Langa) si sale per circa 3 km., per fortuna all’ombra. Nuovamente in cresta, si scende un poco per raggiungere Murazzano (rampa finale sulla salita del paese). I km. non erano 10,195, ma 9,5. Chiudo la tappa 10º di categoria, in 40’44", ancora 11º in generale, ma a soli 4" dal 10º.
Ultima tappa: domenica mattina, partenza ore 8,30 (ma la consueta navetta dal luogo d’arrivo alla partenza di Monforte è alle 7). Da Monforte d’Alba (528 m. slm) si scende a Novello e Barolo (301 m. slm). Quindi 5,5 km. di salita, sotto il sole. Gran caldo, salita a tratti dura, ma ormai l’ultimo paese è in vista: l’arrivo è a La Morra (piazza in cima al paese, 513 m. slm). Tutta la tappa è stata nella zona del Barolo. Impressionanti vedute di colline coperte da ordinatissimi vigneti: quanto lavoro, quanta fatica nel curarli! I km questa volta, come nella 2^ tappa, s’erano allargati: invece dei programmati 11 erano 11,5. Spremendo le mie ultime risorse (malgrado il ristoro con acqua minerale solo frizzante ed a temperatura da brodo), chiudo in 54’23", 9º di categoria. Ho così tranquillamente recuperato il 10º posto in generale (il 9º è rimasto per soli 4" ad un simpatico amico Albese, superato - ma staccato di soli 13" - mentre era "piantato" sull’ultima rampa), col tempo totale di 3.09’25", 69º in generale (62º maschile). Dopo lontana doccia e premiazione di tappa, spostamento in auto in altra frazione, premiazioni del tour (un poco lente e macchinose: nell’attesa, un altro atleta viene portato via in ambulanza) e pranzo, offerto dall’organizzazione (abbondante buffet, ma sotto un sole implacabile e senza panche o sedie). Allegra festa finale, con musica, danze e tanti arrivederci.
Alcune note conclusive. I km. dovrebbero essere stati (circa) 43 (6,5+15,5+9,5+11,5). I vincitori delle due assolute sono stati Luca Molineri (Atletica Saluzzo) con 2.21.24 e Ana Nanu (Olimpus RSM), con 2.51.26. Difficile valutare le medie, attesi i continui saliscendi.
Sotto il profilo della riuscita, il risultato è stato ambivalente. Buono il numero di partecipanti (230 ca., 169 dei quali hanno portato a termine le 4 tappe), ma purtroppo scarso l’effetto promozione turistica, atteso che la stragrande maggioranza era del piemontese (e in particolare di G.S. Ferrero e G.P.Albesi). Efficiente e rapida la consegna pettorali e microchip, così come la compilazione delle classifiche. Ho già scritto delle lontane docce. Il percorso è stato nel complesso bello, e in zona se ne potrebbero trovare di altrettanto piacevoli. Imperdonabile, per un gruppo sportivo d’esperienza come il G.P.A. e per un’organizzazione certo non priva di mezzi, l’approssimazione chilometrica: i km. vanno misurati (con la rotella, almeno in Alba) prima e con precisione. Infine, suggerirei d’organizzare la prima veloce e pianeggiante tappa con misura "tonda", previamente certificata.
La mia personale soddisfazione di gara è aumentata dall’aver avuto occasione di conoscere Enrico Birello, un simpatico runner di Serole (pochi km da Cortemilia), col quale ho già, dopo il tour, avuto modo di fare amicizia ed organizzare qualche allenamento sulle nostre magnifiche colline (dubitavo di trovare a Cortemilia qualcuno con cui correre, ma evidentemente la passione per la corsa è più diffusa di quanto immaginiamo).
Paolo Bossi