XXI^ CAMMINATA AVISINA
Savona, 21 maggio 2006
Strana corsetta, in una (per me) strana giornata . Sono donatore di sangue Avis dal 1980 (allora avevo 19 anni) e sono arrivato a 110 donazioni, ma nessuna corsa Avis al mio attivo. Quest’anno, il mio primo d’attempata attività podistica, non volevo perdermi l’occasione. Peccato che per la stessa mattina era fissata anche la Prima Comunione di mio figlio Robert, con inizio celebrazione alle 10,30 e la corsa (km. 9 circa, tutta nella città di Savona) doveva partire alle 9,15.
Ad inizio settimana, avevo fatto qualche tiepido accenno al mio interesse per la gara, suscitando vivaci disapprovazioni di sorella, madre e – soprattutto – moglie (la mia passione per la corsa non è precisamente popolare in famiglia: all’inizio era vista con curiosità, ora non è capita e prevale un incomprensibile fastidio).
A metà settimana, avevo deciso di non correre: avrei rischiato di non fare a tempo. Persino gli amici dell’Atletica Varazze approvavano la rinuncia. Machiavellicamente, decido d’insistere ugualmente - in famiglia - nel sostenere la mia idea di correre: col beau geste della successiva rinuncia, avrei acquisito un credito, da far valere in altra occasione!
Sabato sera, faccio i calcoli: orario partenza 9,15, eventuale ritardo 9,20, percorso quasi pianeggiante, 9 km x 5’ = 45. Aggiungo 20 min. per rientro (1 km scarso in bici), doccia, cambio e spostamento alla chiesa (200 mt.). Totale 65’ = 10,25. Fattibile! Ottengo il consenso del “comunicando”, mando sms a madre e sorella (subito spegnendo il telefono), preparo tutto con cura (abito, camicia, scarpe lucidate e persino il nodo della cravatta).
Domenica mattina, iscrizione (Molinas sbalordito dalla mia presenza) e sorpresa: per non interferire con il passaggio sull’Aurelia (previsto alle 9, 45 - 10,00 ca.) d’una corsa ciclistica amatoriale, dovendo la nostra corsa attraversare la strada statale alla partenza ed all’arrivo, i vigili impongono il posticipo della partenza alle 9,30. M’é sempre sfuggita la logica della Polizia Municipale di Savona: così facendo, l’arrivo dei primi runners (i meno propensi ad attendere sulle strisce pedonali, dietro alla paletta del vigile) rischierà di coincidere con il passaggio dei ciclisti! Ho provato a dirlo ad un vigile, ma s’è limitato ad un’occhiata di sufficienza.
I miei programmi sembravano sfumare, ma al “pronti via”, non resta che correre più veloce che posso (al limite, avrei potuto accorciare il giro e ritirarmi)!
Ho avuto fortuna: il percorso era in realtà di circa 6,5 km (ma come hanno misurato i 9?), non faceva troppo caldo, pollini scarsi, le gambe giravano (il mio ginocchio sinistro se n’è stato buono) ed ho chiuso (se non sbaglio) in 26’26”, in posizione di classifica (spero) decorosa. La corsa ciclistica era appena passata e la prima delle ragazze m’ha detto d’aver dovuto attendere ca. 1 minuto per attraversare.
L’organizzazione dell’Avis dichiarava che la corsa era in collaborazione con la Podistica Serenella. Non so di chi sia la colpa, ma il chilometraggio era sballato, l’iscrizione lenta, i mini pettorali autoadesivi si staccavano da soli già a fine riscaldamento, il traguardo era approssimativo (senza linea) e non giurerei sulla precisione delle classifiche (ovviamente, non mi sono fermato per le premiazioni, ma venivano redatte in base ad una raffazzonata raccolta di pettorali). In compenso, il (nuovo) percorso era accettabile (certo meglio di quello della corsa del XXV Aprile).
Avrei voluto e dovuto mettere nella cronaca qualche nostro risultato e commento, ma in questa strana giornata sono letteralmente fuggito dal traguardo; chissà se il buon Alessio riuscirà a recuperare la classifica.
Per la cronaca di casa, sono riuscito ad entrare in Duomo alle 10,18, lavato e ben vestito (ma senza aver bevuto e con sudori residui), con meritata soddisfazione (accompagnata da miei sorrisi – tipo Cheshire Cat - alle donne di famiglia). Tutto è andato bene e Robert era contento (penserà che papà è un po’ strano, ma presente ed in forma).
Paolo Bossi
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