Maratonina delle 2 perle 

(autore: Valter Bianco)

Una splendida giornata di sole a S. Margherita Ligure per la prima edizione della maratonina delle due perle, la temperatura è freddina, ma è l'ideale per correre.
E' valsa la pena della levataccia alle 5.30, per l'appuntamento alle 6.15 al casello di Albisola, dove il pullmino di Bruno Bordo attende me ed Ivano, oltre a Sabrina e Otello, Roberto e Mauro completano la mini comitiva.
Il bello di queste gare è anche il viaggio, fatto in compagnia di persone che condividono la stessa passione.
Arriviamo a Santa in perfetto orario, parcheggio gratuito e navetta fino alla partenza.
Deposito borse e spogliatoio in una palestra, fin qui tutto è perfettamente organizzato, putroppo arriveranno poi anche le note dolenti.
La gara è bellissima, il paesaggio è stupendo, proprio piatta non è, a Portofino si scende al porticciolo per poi risalire e tornare indietro, così per due volte.
Per quanto riguarda la mia gara personale, tutto bene fino all'ottavo km, quando vengo colto dalla famosa sindrome "Ferraiuolo", un impellente bisogno fisiologico mi costringe a rallentare, posti da eclissarsi per un pit-stop non ce ne sono, resisto per un paio di km e fortunatamente il mal di pancia piano piano passa.
Riesco a riprendere un buon ritmo e a chiudere in 1h26'36", almeno secondo il mio cronometro, senza quell'inconveniente e con un percorso diverso, magari avrei potuto tentare il personale, dopotutto la differenza era di soli 56".
Nella spola tra Santa e Portofino, strada interamente chiusa al traffico, altro merito dell'organizzazione, ho potuto notare, e questo è un vantaggio delle gare in circuito andata e ritorno, i protagonisti della gara: i due marocchini che poi hanno tagliato il traguardo mano nella mano, cosa che essendo in gara ho visto al TG regionale naturalmente, Bruna Genovese indiscussa mattatrice femminile e Gianni Morandi attorniato dai fans, tra cui Tommy e Mauro dell'Athletic Project Savona.
Veniamo ora alle note dolenti, o perlomeno alle cose che potranno essere migliorate nell'eventuale prossima edizione: il ristoro non è stato sufficiente per gli ultimi arrivati e così anche i pacchi gara, che a dir la verità erano composti solo da una maglietta e da volantini pubblicitari.
Le medaglie, carine, sono arrivate dopo, sarebbe stato meglio come nelle maratone consegnarle direttamente all'arrivo.
Triste sorpresa per chi avesse voluto fare la doccia, c'erano le docce ma l'acqua era gelata, coraggiosamente il sottoscritto ed altri impavidi, memori dei russi che fanno il bagno nei laghi ghiacciati, abbiamo affrontato la tortura.
Altra sorpresa, le navette per recuperare l'auto, c'erano all'andata, ma non al ritorno, così un volontario, Ivano in questo caso, ha dovuto scarpinare per recuperare il pullmino.
Bilancio tutto sommato positivo, soprattutto perché alla base di tutto ciò, c'è la molla che ti spinge ed è l'inesauribile passione per la corsa.
Valter Bianco

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