Bibendum - Mezza della Fraschetta – Alessandria, 06/05/2007

 

Non essendo passato neanche un mese dalla maratona, non avevo neanche preso in considerazione l’idea di correre un’altra mezza. Dall’anno scorso, ricordavo pollini e caldo in abbondanza.

Pochi giorni prima, ricevo un messaggio da Massimo Pastorino: sicuro di poterla correre in 1.29’, mi chiede di aiutarlo. Ho pensato ad uno scherzo! Io corro da un anno e mezzo, la mezza non è gara che mi esalti, il mio personale è appena 1.29’20"... Mi consulto con Silvio e, visto che Massimo fa sul serio, accetto, ovviamente senza garantire né il risultato, né di tirare per l’intera 21 Km. Perché l’ho fatto? Un po’ per orgoglio, un po’ per spirito di squadra.

Ritrovo al Centro sportivo Michelin, preliminari di rito, accordi pre partenza (stammi sotto, i primissimi km fatalmente saranno leggermente più veloci, anche per il maggior fresco ed il vento a favore ...), pronti via.

Primi 2 km appena veloci (7’42); non vedo Massimo, una maglietta gialloblu s’avvicina, sarà lui! Invece m’affianca Sergio Piombo (farà il personale 1.25’38": complimenti!) "Massimo è appena dietro". Rallento ed il 4° è già al previsto 4’13". Proseguo regolare, ma di Massimo neanche l’ombra.

Il passaggio al 10° è appena 7" più lento di Castellazzo. Dunque sono nel ritmo giusto, ma dov’è Massimo? La fatica comincia a farsi sentire, col caldo e coi pollini.

Le motivazioni calano: anche spremendomi come un limone, potrei (se va bene) migliorare il personale d’una manciata di secondi, ma non era quello lo scopo della mia presenza. Decido di passare al mio più congeniale 4’30" (il ritmo maratona). Penso che così Massimo mi raggiungerà, non faremo 1.29’, ma almeno tireremo insieme gli ultimi km.!

A questo punto la gara viene via tranquilla e, complice anche il vento contrario negli ultimi rettilinei, il 19° ed il 20° li faccio addirittura a 4’55", aspettandomi di veder spuntare Massimo. Le scarpette, allacciate troppo strette, fanno male. Ho una feritina che non guarisce, ma ormai è quasi finita. Chi mi raggiunge m’invita a star sotto, ma rispondo: "aspetto un compagno".

Chiudo la mia settima mezza in 1.32’31" (3° mio risultato), mi fermo a lato del traguardo e, dopo un po’ ecco Massimo: era stanco e s’è ritirato. Succede, ma sono un po’ sconfortato.

Narrata la mia strana gara, due note generali. Il percorso (in buona parte è quello dell'autunnale Marengo Marathon) è veloce, perfettamente piano, è stato recentissimamente modificato e non c’erano più i due cavalcavia autostradali (c’erano l’anno scorso e sono tuttora nel sito), abbastanza piacevole, ma un po' isolato. Traffico adeguatamene chiuso. L'organizzazione si è rivelata ottima: addetti ad ognuno dei tanti incroci, rifornimenti adeguati, veloce consegna pettorali (evitabile il pacco di caffè quale pacco gara), parcheggio facile, zona partenza - arrivo ampia ed attrezzata (spogliatoi capienti, docce e servizi in quantità). Ristoro finale con insalata di pasta, panino e bicchiere di vino.

Tornando a casa, il mio dubbio era: oggi ha fatto peggio la lepre, o il segugio?

Paolo Bossi