Cronaca Cortina-Dobbiaco
Confesso d’aver riflettuto a lungo sull’opportunità d’iscrivermi. Semplicemente, non ero sicuro d’aver voglia d’una 30 km in giugno. Mi sono iscritto per curiosità e per la buona compagnia e ne sono contento: s’è trattato d’una gara davvero bella!
Abbiamo (soprattutto Roberto e Silvio) organizzato bene una trasferta da sette atleti ma, a causa dei tanti impegni, nessuno di noi è riuscito ad allenarsi specificatamente per questa gara. Comunque, avvicinandosi il tre giugno (e ancor di più alla vigilia), non sono mancate tensione agonistica, voglia di far bene (o, almeno, di non sfigurare) ed un pizzico di competizione "interna".
Il gruppo era molto affiatato, e – prima della gara - abbiamo vissuto momenti piuttosto goliardici. Il sabato ci siamo divisi tra sauna (!) acquisto prodotti tipici, Messa in tedesco (!!). Poi cena e passeggiata fino ad un locale. Per strada, qualcuno ha provato a salire su un elicottero: dubbi podistici dell’ultima ora?
Domenica, finalmente si parte. Il meteo, dopo due giorni di pioggia e fresco, volge al bello (sul percorso farà persino un po’ caldo). Trasporto da Dobbiaco a Cortina con una delle efficienti navette dell’organizzazione. A Cortina è pronto un ampio tendone, con ristoro pre gara e servizi. Nell’attesa, personalizziamo con scritte auto ironiche le plastiche da riscaldamento. Partenza con qualche inevitabile ressa: oltre 2.000 iscritti e dopo poche centinaia di metri il percorso imbocca la (non ampia) vecchia sede ferroviaria che ci porterà fino a Dobbiaco. Il percorso è stupendo: quasi tutto sterrato, molto compatto ed agevole (solo in un paio di punti, il fondo è a pietre più grosse). Magnifici i boschi, stupende le montagne, grandiosa la vista da un alto ponte e, più oltre, delle "Tre cime".
Nessun problema col traffico: i due attraversamenti della strada automobilistica sono presidiati dai carabinieri. Avrei preferito non dover condividere la strada con ciclisti inopportunamente circolanti.
Il tracciato è accuratamente segnalato e presidiato. Numerosi gli alpini in servizio. I ristori mi sono parsi adeguati, pur se posizionati a distanze un po’ irregolari.
In estrema sintesi, il percorso presenta una prima parte in salita (circa 300 mt. di dislivello, in una dozzina di km.), seguita da una parte piuttosto mista (ma senza dislivelli rilevanti) e l’ultima in discesa (di nuovo 300 mt. ca. di dislivello). Novizio di gara, non sapevo come impostarla: quanto tirare in salita? Quanta energia cercare di risparmiare? In mancanza d’alternative, con Silvio decidiamo di correre "a sensazione". L’obbiettivo (rivalità di squadra a parte) era di chiudere entro le 2.20 – 2.30, quindi con una media non lontana dai 4’40" (sotto i 5’ in salita ed i 4’20" in discesa). Purtroppo, i compagni di squadra restano un poco indietro e perdo subito i riferimenti. Non mi resta che spingere e poi si vedrà. Come previsto (trattandosi della sede d’una ferrovia dismessa), la salita non è troppo impegnativa e, cercando di salire regolare, uno dopo l’altro i km. più duri (qualcuno a 5’) restano alle spalle. Nel misto è l’ora di spingere, e le gambe girano a dovere. Inizio a sentirmi un po’ stanco e temo d’essere alla frutta, ma non vedo molti atleti rimontarmi, e sto pur sempre correndo mediamente sotto i 4’30". Finalmente la discesa sembra decisa e continua; è il momento di fare un po’ di conti: di sicuro non terminerò sotto i 2.15, ma neanche sopra i 2.20 … è finalmente il momento di distendersi e godersi l’arrivo in Dobbiaco. Chiudo in 2.17, abbastanza soddisfatto, anche il piazzamento mi sembra "ad occhio" onorevole. Chissà, avrei potuto fare meglio, prepararmi in modo più specifico, ma è comunque bello esserci...
Poco dopo arrivano al traguardo uno soddisfatto Silvio (2.23, e dubitava dei suoi mezzi), la raggiante Samantha (2.29, premiata in quanto 42^ donna, peccato il premio fosse da uomo …), poi Simone (2.39) un po’ stranito, Maria Elisa giusto un soffio sopra le tre ore, Daniela (3.10) commossa e Roberto al passo, molto provato e sofferente.
Il pacco gara comprendeva un’originale maglietta tecnica a maniche corte ed un evitabile pacco di spaghetti. Sarebbe stato bello consegnare una medaglietta ricordo a tutti i finishers. Comunque, l’organizzazione era inappuntabile: consegna borse rapida, ristoro adeguato, grande dispiegamento di mezzi e personale.
Recuperata l’allegria (inevitabili gli sfottò del caso), nel lungo viaggio di rientro, un po’ tutti abbiamo pensato alla prossima Cortina – Dobbiaco.
Paolo Bossi