Cronaca Maratona del Mare - Sanremo, 09/12/2007
Dopo il mio esordio a Venezia, le due maratone di quest’anno (Boston e Firenze) m’avevano lasciato un po’ di rammarico (malgrado i due personali): ero convinto di poter far meglio del 3.12 (con il clima trovato ad aprile) e del 3.10 di Firenze (dovuto anche ad un paio di errori e ad una condizione non brillante). Comunque, l’idea era di voltar pagina.
Nelle due settimane successive, ho ripreso i soliti allenamenti (Gruppo Comelsa, tre giri su da via Ranco, ecc.), gare (Cross isole), e squash. Mercoledì, tanto per cambiare, ho provato a reinserire un allenamento di qualità (8 km a 4’15"), inspiegabilmente venuto meglio del medesimo della settimana prima di Firenze.
Nel fine settimana dell’8-9/12 non c’erano gare interessanti in zona, tranne il "numero zero" della Maratona del Mare.
Venerdì 7 (ultimo giorno utile per iscriversi), decido d’informarmi al riguardo ed il primo approccio è problematico. Il sito è piuttosto deficitario (tra l’altro, sarebbero utili maggiori indicazioni sul percorso ed indicazioni per raggiungere il luogo di ritrovo). Al telefono non rispondono per tutta la mattinata. A parte questi inconvenienti, le capacità organizzative per una maratona in Liguria erano tutte da dimostrare e l’idea di fare da cavia ad un "numero zero" non m’entusiasmava. Non potendo chiedere consiglio a Silvio (in ferie all’estero), m’iscrivo, con l’idea di correre solo 21 km (approfittando dell’articolazione in due giri della maratona) e di vedere (e riferire agli amici) circa l’organizzazione ed il percorso. Restavo comunque dubbioso: l’anno scorso, due settimane dopo Venezia, alla mezza di Varazze faticai parecchio.
Ovviamente, non ho avuto modo di dedicarmi al consueto scarico e carico di carboidrati pre maratona, nè ad ulteriori allenamenti specifici.
Il 9, arrivo in buon orario e parcheggio (gratis) proprio davanti alla ex stazione ferroviaria, dove sono ospitati segreteria, consegna pettorali e deposito borse (partenza ed arrivo sono nel piazzale antistante).
Tutto si svolge velocemente (gli iscritti sono circa 240); fa freddino e pioviggina, con una brezza tesa a tratti (il tempo migliorerà in fretta).
Resto il più possibile in auto al caldo, ancora perplesso sul da farsi, anche perché non è previsto il cronometraggio intermedio alla mezza, ma solo ai quattro giri di boa). Quindi, ci si stringe dietro lo striscione, pronti via ... col primo km in 3’54": mai una volta che mi riesca di partire al passo giusto!
Il percorso sarebbe dovuto essere (lo sarà dall’anno prossimo) tutto sulla nuova passeggiata lungomare, in costruzione sulla sede della ferrovia recentemente spostata a monte. Per questo primo anno, si utilizza una parte della pista pedonal/ciclabile, fresca d’asfalto. Dalla "stazione vecchia" (lungomare ad ovest) si corre verso est. Terminata Sanremo, c’è un ponte (l’unica vera asperità, da affrontare quattro volte); la passeggiata sale appena, per poi scendere leggermente ad Arma. Si percorrono due gallerie (illuminate e pavimentate, ma un po’ polverose) dalla inconfondibile sagoma (furono scavate a mano e rifinite con blocchi di pietra: una fatica oggi impensabile).
C’è un po’ di pubblico in Arma (con fragorosa banda musicale), ma poco in Sanremo. Nel tratto più solitario del nuovo lungomare, ricordo una signora con due bambine piccole: applaudono ed incoraggiano in continuazione. Ad Arma, con una serie di curve un po’ brusche, s’attraversa il paese e s’affronta il primo giro di boa. Tornati a Sanremo, si ripassa vicino alla partenza, si prosegue per un paio di km, fino al secondo giro di boa. Come accennato, il passaggio della mezza è a lato di partenza ed arrivo, curiosamente non cronometrato dal microchip, ma solo ufficiosamente dai cronometristi della Federazione.
Detto del percorso (tutto sommato abbastanza veloce e gradevole, pur se provvisorio), due parole sull’organizzazione, curata (con dovizia di mezzi e di sponsor) dagli amici dell’A.S. Foce Sanremo. Il percorso era perfettamente presidiato, interamente chiuso al traffico e senza auto in sosta. Giri di boa controllati dai rilevamenti microchip e da giudici Fidal con spunta manuale. Crono finale doppio: cronometristi federazione e Campèion chip. I volontari erano numerosissimi e facevano a gara per porgere bevande e spugne. I rifornimenti (acqua, integratori, frutta ecc.) e gli spugnaggi erano adeguati sul percorso, ma il ristoro all’arrivo era scarsamente provvisto e mal collocato).
La distanza complessiva era senz’altro corretta, ma i cartelli di km sul percorso erano in gran parte mal posizionati, tanto che controllare il ritmo ogni km era quasi impossibile (mi sono dovuto aiutare, soprattutto ogni 5 km, con i segni a vernice apposti sull’asfalto dai misuratori). Non trovo spiegazione per tanto strazio, ma di sicuro, ripeto, la maggioranza dei cartelli non era in corrispondenza dei segni.
A causa della segnaletica inefficiente, dell’assenza di pacer o di compagni di squadra (e del ridotto numero di iscritti), tenere un ritmo regolare era difficile. E poi, per quale strategia di gara? Senza starci a pensare, mi sono lanciato, con l’idea d’arrivare alla mezza e poi decidere. Le gambe giravano: medie di 4’16" nei primi 5 km, 4’19" nei successivi 5, poi ancora 4’16" e 4’20" tra 16° e 20°.
Alla mezza ero sorpreso: 1.30’36" e sentivo di poter durare ancora, ma che follia: a sole due settimane da una maratona tirata e col personale!! Salterò? Mi prenderò una cotta memorabile?
A Firenze ero un po’ calato subito dopo il 22°, ma a Sanremo stavo ancora discretamente. Decido di continuare (senza esagerare) e vedere cosa sarebbe venuto fuori: quello che viene, viene! E quindi: media di 4’22" tra 21° e 25°, 4’39" tra 26° e 30°. Non faccio conti per paura di sbagliare come a Firenze, ma si può continuare a spingere. 4’31" tra 31° e 35°. Inizio a pagar dazio. Non ho nessuno con cui confrontarmi, fino a quando (al 38°) mi raggiunge la bella e simpatica Beverly. 2 km. con lei a 4’30", poi non ne avevo più, ma ormai è fatta e chiudo (41° assoluto) a braccia alzate in 3.07’51". In due settimane ho portato il mio personale da 3.12’ a 3.07’! Non riesco né a trattenere la soddisfazione, né a mangiar qualcosa.
E’ tornato il sole; appena cambiato, mi siedo nella tribunetta. Guardo le premiazioni e - ogni tanto - il mio premio, fermo sul cronometro al polso! Penso alla fatica che ho fatto per meritarmi il risultato.
Sono stordito dall’essere riuscito a fare una cosa – due maratone tirate al massimo in 14 giorni – che credevo (almeno per me) pazza, assurda, impossibile. Dato che me la sono cavata bene – senza acciacchi e postumi – sono convinto che abbiamo tutti risorse molto maggiori di quanto crediamo: dobbiamo solo riuscire a tirarle fuori!
Ripensando all’organizzazione della gara, credo che dall’anno prossimo, col nuovo percorso, eliminando qualche errore evitabile e con l’esperienza di questa prima edizione, avremo finalmente una buona, comoda, veloce ed economica maratona in Liguria. Infatti, il clima è adatto, la stagione è propizia (anche se sarebbe meglio evitare la concorrenza di Reggio), il percorso sarà bello e scorrevole.
Paolo Bossi.