Correre nei parchi di Londra: allenamenti e gara Bushy Park Time Trial – Event n. 205, 19/07/2008

Gli inglesi sono amanti dello sport, ed a Londra il fatto ha molteplici riscontri. Per esempio, è frequente notare impiegati che a fine giornata, riposti gli abiti di lavoro in uno zainetto, tornano a casa a piedi: di corsa. I parchi, poi, hanno numerosi impianti sportivi (piste d’atletica, campetti da basket, ecc.) e grandi spazi aperti: prati ove si corre e gioca a cricket, calcio, rugby …, e dove io ho voluto correre.

Mercoledì, di buon mattino (6,30) sono andato nel Regent’s Park (centrale grande 191 ettari, quasi 2 kmq). L’aria era fresca ed ho iniziato a girare lungo il sentierino all’esterno del viale (2 miglia) che circonda il parco. Poi sono andato un po’ a sensazione, tra grandi prati, vialetti lungo lago, roseti ed altre curiosità. I runners erano numerosi e per finire l’allenamento mi sono aggregato agli allunghi d’una veloce atleta che preparava la maratona di Berlino.

Giovedì mattina il bis, ma (con 15’ d’avvicinamento) nei famosissimi Hide Park e Kensington Gardens (altri 257 ettari). C’ero già stato altre volte, ma le dimensioni mi sorprendono sempre. Pur in centro città, da dentro i parchi non si sente il traffico circostante. S’incontrano scoiattoli, anatre, oche, cigni, pellicani … Vi sono aree lasciate con felci ed erba alta, altre più curate, laghetti, boschetti e monumenti. Ho scelto d’andare a casaccio, con un fartlek di 2’+2’ e mi sono divertito.

Sabato 19 è l’atteso giorno della mia prima (non dubito di ripetere l’esperienza) gara di 5 km. in parco. Ne avevo letto e sentito parlare. Prima di raccontarvi la mia esperienza, ecco il funzionamento (meglio descritto nel sito: www.parkrun.com).

I nostri amici inglesi hanno realizzato (misurando dei tracciati "logici", ad anello) dei percorsi da 5 km, in grandi parchi (tre nella Grande Londra ed 8 in altre città). Ogni sabato mattina alle 9, con qualunque tempo, in ogni percorso si corre una gara cronometrata. Occorre prescriversi (ma una tantum, per sempre e per qualunque parkrun!) ed alle 9,00 scatta il pronti – via. I percorsi sono semplici ed accuratamente descritti sui siti. L’atmosfera è amichevole ed il dichiarato scopo è di divertirsi e constatare i propri progressi, ripetendo nel tempo la medesima gara. A fine gara c’è un ristoro (nel mio caso, bevande isotoniche, fornite dalla Lucozade con campioni di barrette e bustine) ed un (facoltativo) ritrovo in caffè nella zona. Il cronometraggio è garantito e molto accurato. Il tutto è sempre assolutamente gratuito.

In pratica, al traguardo i cronometristi fanno il loro lavoro ed il giudice di gara rilascia ad ognuno un gettone metallico col numero di posizione d’arrivo. Il gettone va consegnato, pochi metri dopo, dichiarando il proprio nome ad uno dei volontari. Questi associano sui notebook la posizione al nome nel database e nel pomeriggio i risultati sono nel sito, con l’aggiunta d’una interessante percentuale comparativa per indicare il livello della propria prestazione nella categoria (s’ottiene anche una mail di congratulazioni e di raffronto del nuovo risultato con le precedenti prestazioni).

In pochi anni, con 4.500 ore di volontariato, hanno già totalizzato oltre 500 eventi, 12.000 atleti e 65.000 presenze gara. Il livello è discreto: 24’ di media, con record maschile di 14’00" e femminile 16’22" (Mottram e O’Sullivan). Bello, vero?

Ho scelto il Bushy Park (ben 400 ettari), il più lontano dal centro di Londra, ma il più noto dei percorsi, il primo parkrun, giunto al 205° sabato consecutivo. E’ il percorso più veloce, con una media di 200 presenze. L’avvicinamento (con mezzi pubblici) è stato un po’ faticoso, e per essere sicuro sono partito dall’ostello alle 6,30. Prima della gara, sul percorso, ho incrociato 4 splendidi cervi! Molto cortesemente, una delle organizzatrici ha ospitato la mia borsa (macchina fotografica, soldi, documenti …) nella sua macchina, anche se – tiene a precisare – non hanno mai rilevato furti. Un altro volontario mi spiega il percorso, invitandomi a prendere posto vicino alla linea di start, perché "ogni secondo conta". Il numero degli atleti aumenta in fretta ed al via saremo ben 429 (di cui 136 donne: oltre il 30%).

Il percorso parte – saggiamente - con un rettilineo di ca. 1.200 mt., tutti su prato largo almeno 20 mt., a lato del magnifico Chestnut Avenue (un triplo viale di ippocastani). Non c’è quindi alcun problema d’imbottigliamento e la prima vera curva trova il gruppo ben sgranato. Nei successivi 3 km si segue una strada sterrata, in buone condizioni. Il tratto finale è nuovamente a prato. Gli organizzatori lamentano l’erba leggermente troppo alta (rende insidiosi i piccoli avallamenti) e le tracce lasciate da vecchie pozzanghere nel tratto sterrato. Tengono a precisare d’essere solo "ospiti tollerati" del parco e di non poter insistere più di tanto.

La mattinata è insolitamente assai ventosa e m’accorgo subito di quanto pesi la mia condizione di forma non ottimale, sommata al vento, alla stanchezza accumulata nella settimana ed al fondo non velocissimo.

Il livello mi pare piuttosto alto e cerco di difendermi… Speravo di avvicinare il mio personale sui 5.000, quindi il 71° posto con 21’00" mi delude un po’, ma correre su prato e sterrato non è facile come sulla pista o sull’asfalto. Ad ogni buon conto, il vincitore chiuderà in 15’32", ed il 2° assoluto è della mia categoria (45-49), con soli 16’10"! Noto anche un M55-59 con 18’12", un under 14 con 19’36, mentre una sola donna mi precede (di poco, con 20’47").

All’arrivo, le formalità sono rapide ed essenziali. Ci si saluta e congratula.

Nel riattraversare il parco in direzione nord (Teddington), incontro (dopo le 3 femmine ed un piccolo della mattina) un maestoso cervo (vedi foto). Davvero un significativo suggello ad una bella mattinata di sport!

In conclusione: se andate a Londra, chiamatemi per eventuali ulteriori informazioni, portatevi le scarpette e vi divertirete.

Paolo Bossi