Cronaca e confronto di due mezze:

6^ Trecate Half Marathon – Trecate (NO) 26/10/2008

6^ Castellazzo Halfmarathon – Castellazzo Bormida (AL) 09/11/2008

 

Trecate

Castellazzo

Il percorso consiste in un grande anello, quasi interamente in strade di campagna, tra le risaie. Quest’anno era nuovo e si snodava per i primi 5 km in Trecate, segue tratto di campagna, un paese al 10°, un altro tratto di campagna, un altro paese al 15°, ancora risaie ed al 20° si è nuovamente in Trecate per lo sprint finale. L’anello è veramente piatto, con strade dalla larghezza sufficiente ed adeguata chiusura del traffico. Insolito per una mezza, v’era persino il servizio pacer (4’15”-4’30”-4’45”).

Giusto vanto e merito dell’organizzazione è la precisione nelle misurazioni. Non solo il tracciato è ufficialmente certificato, ma i cartelli segna-km erano proprio tutti “sul” punto marcato, l’intertempo dei 10 km preciso al 10.000° mt. e nel sito è riportato il (poco significativo) profilo altimetrico.

Preavvisati da cartelli, vi erano tre ristori (acqua, integratori, tè, biscotti).

 

Il percorso è il solito, sviluppato in due larghi anelli (il primo in comune con la breve da 12 km), uniti da un breve tratto di collegamento (corso nei due sensi). Le strade hanno larghezza sufficiente (tranne un breve tratto sterrato, con pozzanghere).

Vi sono un paio d’attraversamenti ferroviari con passaggi a livello, presidiati da addetti. Grazie al cielo (probabilmente la linea è poco frequentata), treni non ne ho visti.

Abbiamo attraversato un piccolo paese ed un paio di minuscole frazioni. Pubblico scarso, molta campagna. Tutti gli incroci erano ben presidiati e segnalati, il traffico era adeguatamente chiuso (o limitato ad altra corsia, in un brevissimo tratto). I segnali di km mi sono sembrati correttamente posizionati, tranne l’ottavo, chiaramente troppo avanti. Il percorso è stato rimisurato di recente (si notano le correzioni scritte sull’asfalto. L’altimetria non è completamente piatta, ma comunque assai veloce. Un cavalcavia autostradale al 3° km rappresenta la “Cima Coppi” della gara. Il tratto fino al 12° è in leggerissima salita, col vantaggio della leggera discesa seguente.

Adeguati e preavvisati i ristori e gli spugnaggi.

 

La stagione è indicata. La temperatura era fresca, cielo appena velato, assenza di vento e nebbia: a mio avviso ideale per correre al meglio. Qualche grado in meno non avrebbe guastato, ma certo non si può pretendere ... la climatizzazione ideale!

La partenza è stata caotica. La strada – non molto ampia – non aiutava. Non c’erano gabbie “rigide” di partenza, ma l’ordine chiesto (ed in parte ottenuto) dall’organizzazione era: top runners (ovvio), tutte le donne della mezza (assurdo), uomini mezza, breve non competitiva (ovvio). L’intento dichiarato era di favorire ed incrementare la partecipazione femminile (vedi anche organizzazione docce e magliette premio). L’intento è condivisibile, ma far partire davanti tutte le donne (col concreto rischio di prendersi spintoni) non mi pare una buona idea. Ne è risultata una calca notevole, con inutili rischi di cadute ed incidenti nei primi 500 mt.

 

Anche qui, strada non larghissima. Nessuna griglia, molta insistenza per far arretrare i primi dietro il tappetino del real time. Al via ressa notevole e due pericolosissime cadute (6-7 atleti in tutto) nei primi 20 mt. Io sono finito a ridosso della prima caduta, ho riconosciuto Mauro per terra, mi sono fermato coll’idea d’aiutarlo ed ho rischiato di caderci sopra, in quanto tamponato da altri due. Visto che si stava prontamente rialzando da solo, sono ripartito schivando l’altro gruppetto di “atterrati”. Mauro poco dopo m’ha sorpassato con una velocità da centometrista (chiuderà con ottimo personale). A mio avviso, più che un problema organizzativo (magari si potrebbe partire in un tratto di strada più largo, o con griglie), c’è un deficit d’educazione. Potrebbe aiutare la situazione adottata dalle grandi maratone all’estero: considerare solo il real time, ignorando completamente il gun time, non riportato da nessuna parte. Si incentiverebbe la partenza intelligente e la sicurezza.

 

Il parcheggio è stato facile (e Trecate è ben servita sia dall’autostrada, sia dalla ferrovia). Logistica adeguata. Unica pecca: gli spogliatoi e le docce del palasport in zona arrivo erano riservati alle donne, ma mi è riferito che diversi furboni uomini hanno poi approfittato di una parte di queste facilitazioni riservate. Quali uomini, siamo stati inviati al non vicinissimo campo sportivo, ove le docce erano completamente fredde. Ottimamente organizzato (docce a parte) lo spazio partenza-arrivo: rapido ritiro pettorali, efficienti deposito borse, riconsegna microchip e consegna pacchi gara, abbondante ristoro (pane con gorgonzola, pancetta, salame, marmellata, nutella, torte, biscotti, frutta, tè, vino, integratori ...). Il tutto in due grandi palestre contigue, riscaldate ed adiacenti partenza ed arrivo.

Il pacco gara conteneva una spessa maglietta in cotone, diversificata in modello e colore per le donne ed un asciugamano col logo della gara.

All’arrivo, è stata consegnata a tutti una bella medaglia.

 

Tutto ben organizzato: ampio parcheggio, rapido ritiro pettorali, efficiente riconsegna microchip, ristoro persino con pasta calda e vin brulè, servizi pochini, spogliatoi e docce tiepide nel vicinissimo campo sportivo.

Per tutti: medaglia e pacco gara con ottima ed utilissima maglietta tecnica a maniche lunghe (quella del 2006 mi servì moltissimo a Boston!), con colori a scelta.

 

La mia partecipazione era d’allenamento in preparazione della mezza di Castellazzo, obiettivo stagionale. La preparazione era stata svolta in sole quattro settimane. L’idea era di correre a 4’07” per almeno 14 km, poi continuare così se in buone condizioni. Tutto perfetto fino ad oltre il 12°, poi un improvviso ed inspiegato malore m’ha costretto a due lunghe soste e – di fatto – al ritiro. A quel punto, avrei voluto ritirarmi per davvero, ma per il servizio scopa avrei dovuto attendere (in mezzo a campi) almeno un’ora. Per non prendere freddo, ho corricchiato fino all’arrivo.

 

L’obbiettivo (mio e di Simone) era il nuovo pb, da fissarsi in 1.26’59”. Alla partenza, ritenuta la temperatura troppo alta, Silvio ha deciso di correre con noi a 4’07”/km. Purtroppo, dopo una manciata di km rallenta e ci lascia al nostro destino. Mantengo comunque il ritmo giusto fino al 15°. Poi calo un pochino, senza reagire troppo per timore del ripresentarsi del problema accusato a Trecate. Simone mi passa a 2 km dalla fine e chiudiamo entrambi soddisfatti in 1.27’ e spiccioli.

 

 

In conclusione: due ottime gare, molto veloci, con qualche aspetto migliorabile.

 

Paolo Bossi