Cronaca semiseria della mezza di Varazze.
 
 

Driiin!

Veramente visto che non c'è più alcun telefono che fa drin, dovrei scrivere di una musichetta, ma questo risulta alquanto difficile.

·         Allora, cosa facciamo? Senti come viene.

·         (A venire è la pioggia naturalmente) Mah, vedrai che smette, partiamo poi si vedrà.

Cerco di mascherare l'irritazione con l'ottimismo, tanto so benissimo che le previsioni sono pessime.

·         Però oggi nel programma di allenamento per la maratona ci sono 32 km di lunghissimo.

·         Sai cosa facciamo ? Arriviamo un po' prima al ritrovo, ritiriamo il pettorale e visto che il percorso è di tre giri da 7 km, facciamo un giro prima della gara, un po' di km di defatigamento dopo ed ecco fatto i 32 km, cosa ne dici?

·         Mah, speriamo che non piova tanto!

Detto fatto i nostri due eroi, armati di ombrello per raggiungere l'auto, partono alla volta di Varazze.

Perfezionata l'iscrizione si parte per il primo giro del circuito, extra gara.

La pioggia è intermittente, a scrosci più violenti si alterna una pioggerellina leggera.

Alla fine dei conti i km pregara sono 9, adesso c'è l'intruppamento prima della partenza e Giove pluvio si diverte a salutare tutti i partecipanti con una “ramata” d'acqua.

Il via è accolto da tutti con sollievo, stare fermi e inzupparsi è peggio che correre e inzupparsi, anche se il risultato non cambia.

I nostri due eroi si perdono nella calca, anche perché uno dei due ha cercato riparo agli scrosci d'acqua sotto un albero.

Il percorso è uno di quelli che fanno la felicità dei turisti, d'estate e sempre, una passeggiata a picco sul mare, prima asfaltata poi sterrata, seguendo il tracciato della vecchia linea ferroviaria.

Infatti ci si trova ad imboccare anche una galleria, adesso finalmente illuminata.

Per problemi di manutenzione non è possibile quest'anno sfruttare tutto il percorso, altrimenti la gara poteva svolgersi su due giri anziché tre.

Nell'andirivieni dopo il giro di boa, possiamo vedere che in testa alla gara c'è un gruppo di “abbronzati”, tanto per parafrasare le gaffes del nostro premier.

Il tempo non permette certo andature da record, tornando ai nostri protagonisti, il secondo fa il suo allenamento tranquillo, mentre il primo in piena trance agonistica corre come se non avesse fatto 9 km prima della gara, il problema è che gli dà fastidio vedere davanti atleti che di solito lascia alle spalle.

Il secondo passaggio dal traguardo è il punto cruciale, una volta iniziato il terzo giro, bisogna portarlo a termine, il ritiro è scongiurato, anche se il secondo eroe stanco e sfiduciato, fa qualche tratto di cammino.

Il primo insiste impavido, ma le gambe non ne vogliono sapere, il ritmo cala, alla fine l'ultimo km è più brillante, però bisognerebbe fare ancora due km di defatigamento per raggiungere quota 32, ma le gambe sembrano tralicci dell'Enel ed allora tutte le buone intenzioni crollano ed il miraggio di una doccia calda diventa realtà.

Ciao

Valter