Orienteering: una nuova bella esperienza!
Cronaca 3^ prova Campionato Ligure Sprint (Savona, 22/06/08)
L’orienteering m’aveva sempre incuriosito. Ne avevo letto su Correre; assomiglia a certi giochi che apprezzai nello scoutismo… Così, ho colto la duplice occasione del periodo di convalescenza (solo gare brevi e con poco dislivello) e d’una gara su terreno ben conosciuto: il centro cittadino di Savona.
Avendo deciso (sabato sera) di gareggiare, il primo problema era ovviamente l’iscrizione: da effettuarsi (addirittura) entro il martedì precedente. Una telefonata all’amico Ottorino Bianchi e tutto risolto.
Il secondo problema era per l’orario di gara: causa impegno di famiglia, dovevo assolutamente partire (la gara è a cronometro) presto. Gli organizzatori sono stati simpatici quanto disponibili: non solo m’hanno inserito nel primo "posto" libero, ma – vista la mia smorfia per l’orario – m’hanno cambiato l’orario con quello d’un altro atleta!
L’ulteriore problema, questo per me davvero difficilmente sormontabile, era il seguente: quando corro non voglio assolutamente dovermi preoccupare di che strada fare: esigo percorsi ben segnalati e chiusi al traffico: il contrario d’un orienteering in città!!
L’iscrizione "agonisti" è 5 euro, senza pacco gara (non importa: quello che conta è l’organizzazione, ed è davvero complessa).
Nell’attesa delle 10,30, trovo dei samaritani che mi spiegano i primi rudimenti. Si corre con un foglietto nel quale, accanto ai punti di punzonatura (contrassegnati dalle caratteristiche "lanterne") da raggiungere (numerati progressivamente: 1, 2, 3 ecc.), sono riportati i numeri delle punzonatrici (riportati su un cartellino nelle "lanterne": per me la prima ha il n. 38, ecc.; a lato v’è la descrizione (con simboli convenzionali) del punto (es. siepe, albero, scalinata, monumento, sasso, ecc.) e l’ubicazione (sempre con simboli) nel dettaglio (es. "esterno dell’angolo sudovest", ecc.). Oltre a detto foglietto, c’è un cartellino gara (i più l’attaccano al polso con un elastico), con nome, cognome, categoria e – soprattutto - dei riquadri numerati per le punzonature.
Viene il momento di scaldarsi … ma la temperatura è già intorno ai 30°! Il ritrovo era al S. Cuore (con disponibilità di spogliatoio custodito e docce), ma la partenza è al vicino incrocio tra via XX Settembre e c. Mazzini. Molto saggiamente, gli organizzatori rinunciano alla comoda ed ombrosa piazzetta, per il soleggiato antistante parcheggio (vuoto) del negozio Fortesan: si eviterà di partire (la direzione iniziale sarà verso il centro città) prima del semaforo.
Conto appena una trentina di iscritti, molto distribuiti per età e sesso. Bella la partecipazione di ragazzini. Non so come facciano a gareggiare in sicurezza da soli in città, ma vedo che partono con concorrenti adulti. La gara è indubbiamente istruttiva. L’atteggiamento dei partecipanti è simpatico, apparentemente privo di quell’eccessivo agonismo che contrassegna spiacevolmente molte garette su strada.
Giusto alla partenza, è consegnata ad ognuno la carta di gara (il centro città, in scala 1:5.000) E’ una carta muta, molto accurata, in cartoncino formato A4, a colori, con stampate in rosso (e numerate) le stazioni di percorso. Il percorso è assolutamente libero, ma l’ordine è rigoroso (prima la 1, poi la 2, ecc. …). Non ho visto controlli lungo il percorso, ma la sequenza è abbastanza logica, di talché violare la regola non avrebbe molto senso.
Alle 10,50 (partivo al 15’, ma c’erano ca. 5’ di ritardo), parto al gran galoppo, raggiungo la prima (piazza Mameli, estremità NE siepe), ma punzono (chiedendomi perché lo spazio fosse così piccolo…) il foglietto, invece del cartellino gara (sì, lo pensate anche voi: sono un idiota)! Così, tra il punto 3 ed il 4, mi toccherà fare una deviazione per tornare sul luogo del crimine. Le lanterne 2 e 3 erano nei giardini di piazza del Popolo. Qui l’unica attenzione era dovuta alla presenza di altre lanterne (con numeri diversi, presumo per percorsi di altre categorie): altro tempo perso per essere sicuro di non sbagliare. Orientarsi nel reticolo di strade è facile, anche senza la bussola. Le 4 e 5 (zona S. Domenico e p. Monticello) erano un poco più difficili, ma niente di terribile.
Mi accorgo che il cartellino è troppo stretto e quindi scomodo da posizionare nel punzone. Una punzonatura mi scappa fuori posto, mi correggo subito (spero di non essere squalificato per buco in eccesso). Correre tenendo fermo il maledetto cartellino, oltre alla mappa è (per me) scomodo. I più hanno anche la bussola, ma come fanno? Una punzonatura semplicemente non viene: torno indietro maledicendo la mia imbranataggine.
Le lanterne 6 e 7 sono facili facili, letteralmente intorno a casa mia. Stupidate alle spalle, viene finalmente il momento di provare a correre per davvero! La 8 in p. Giulio II, la 9 in via Frascheri, quindi giardini C. Colombo e giardini c. Mazzini. La 12 è sul Priamar (arrancando sulla rampa mi chiedo se l’ascensore sia consentito, ne dubito e comunque, conoscendone lentezza e frequenza di blocchi, dubito che convenga). Vicino alla lanterna, ci sono dei turisti. Uno chiede "E’ una caccia al tesoro?" Ero incerto sulla risposta da dare, ma un altro concorrente m’ha preceduto con un: "No, è un orientamento!". La faccia stupita del turista è valsa da solo la gara!
La 13 è nei giardini sotto: sperando di trovare i cancelli aperti mi fiondo verso via Trento e Trieste. Solo il tempo di pensare a cosa potrei fare al sindaco se li trovassi chiusi e … sono aperti. Che bello: finalmente ho guadagnato qualcosa, invece di perderlo in stupidate!
La 14 è da Garibaldi, la 15 è all’arrivo, nella spiaggia affollata. Giudici Fidal, organizzatori, cronometristi ed Ottorino sono lì, sotto un sole impietoso.
Guardo il cronometro e sono incredulo: il percorso era 3,2 km ed io ho chiuso in 33’44", che figuraccia (forse era meglio lasciare a casa il completino di squadra)! Vaccate ne ho fatte molte, ma ho sempre corso: spero almeno che la distanza fosse in linea d’aria.
All’arrivo, ho solo il tempo d’arraffare una bottiglia d’acqua, ringraziare Ottorino per tutti gli organizzatori e correre via.
Premieranno i primi tre per categoria: molti per il numero di partecipanti, ma dubito che il vostro cronachista sia tra questi.
I risultati presumo saranno presto su www.fiso.it .
In conclusione: l’organizzazione m’è sembrata ottima, l’atmosfera era piacevolmente distesa, la competizione molto educativa per tutti, fisicamente impegnativa quanto si vuole; è utile (come in ogni cosa) un po’ d’esperienza. L’aspetto più interessante e peculiare è la necessità d’unire a forza e velocità un po’ di capacità diverse: senso dell’orientamento, cartografia, osservazione del territorio, scelta del percorso. E’ un’esperienza che consiglio di provare, magari anche coi figli. In natura dovrebbe essere più piacevole, ma forse anche più difficile (anche se non credo troppo). Io prima o poi riproverò (e vi dirò se il numero dei miei pasticci sarà diminuito).
Paolo Bossi