Meeting Herculis, Monaco Montecarlo, 28/07/2008
A fine luglio, ecco tornare l’irrinunciabile appuntamento col grande meeting monegasco.
Nel pomeriggio, lo spettacolo lo forniamo noi dilettanti, nella competizione sui 1.000 mt..
L’astigiana Loredana Fausone non riesce a vincere per il terzo anno consecutivo, trovando una piemontese più veloce di lei. Nella corsa 8 (V2, veterani oltre 60), impressiona Ginanneschi: all’esordio in questa competizione vince con distacco in 3’04”.
Nella corsa 10 viene il mio turno. Sapevo d’essere fuori forma e negli allenamenti non riuscivo a stare nei tempi. Il 24 al Triathlon di Celle avevo fatto appena 3’22”. Al solito, fatico a prendere la corda, riuscendoci (in una bagarre di piccoli e rischiosi urti). Non ricordo i passaggi, ma sono sicuro d’aver avuto un calo tra i 600 e gli 800 metri. Nell’ultimo tratto ho un po’ d’energia in più del previsto ed accelero guardando i due atleti che mi precedono: Fiandrino (un simpatico piemontese del Dragonero, più volte incontrato) ed un francese più vicino. Il risultato di 3’17”5 è – date le premesse – accettabile, anche se oltre un secondo sopra il mio personale (e comunque modesto per le mie possibilità teoriche).
Dal corridoio d’uscita dalla pista, guardo con interesse la gara 11 (veterani under 45). E’ una batteria molto affollata e Cantarelli, malgrado il mio incoraggiamento, non ripete il 2’44” dell’anno scorso: il 2’49”8 lo relega al 3° posto, davanti all’amico De Col (ha vinto Ghisellini con 2’46”8).
Il nostro uomo da podio, Beat Lehmann, quest’anno non è presente (causa infortunio), ma la gara 21 (ragazzi del ’96) si rivela avvincente per l’Atletica Varazze. Paolo Giacobbe parte forte, è secondo, gli urliamo di andare avanti così, ma nell’ultima curva lo superano in due. Sembra finito, ma nel rettilineo finale tiene duro, rimonta e – da esperto campione – si spinge in avanti giusto sulla linea, spalla a spalla al terzo. La rapidissima giuria regala a Paolo ed all’Atletica Varazze il meritato podio: terzo in 3’15”46 (appena sette centesimi meno dell’avversario di Nizza)!
Dopo una sfortunata gara 24 (Erica Zunino s’infortuna al piede nel finale, chiudendo terza), l’attenzione è per la gara 29. Nella più affollata delle competizioni (39 alla partenza, un po’ troppi, cari organizzatori), si distingue Bruno Aureli, capace d’un ottimo 2’55”6, appena 1” sopra il personale.
Le due bellezze dell’Atletica Arcobaleno sono schierate nella gara successiva: Eleonora Serra 8^ con 3’10”, Svetlana Maraventano (a corto d’allenamenti per ragioni lavorative) chiude poco dopo in 3’26”.
Nell’ultima gara pomeridiana vediamo all’opera Daniele Capezio. Gira regolare: 30” ogni 200 mt. e chiude in 2’31”73. Ottimo tempo e bella gara, peccato per 4° posto (il 3° era a tre decimi).
Archiviati i 1000 (ottima organizzazione, pista scorrevole, maglietta e biglietto omaggio per tutti), rapida cena e pronti per il meeting internazionale.
Nei 400 h il sudafricano Van Zyl con 47”94 batte l’americano Jackson e stabilisce il mondiale stagionale (rivincita a Berlino?); nelle donne, l’americana Demus migliora d’un secondo il suo personale ed il mondiale stagionale.
I 1.500 sembravano essere la gara di Kamel, ma finirà solo 4° battuto dal francese Mehdi Baala (3’30”, si conferma “uomo da meeting”) e da due magrebini (rimasti tali).
Nei 100 h la sorpresa è l’australiana Mclellan: il suo 12”50 è ad appena 3 centesimi dal mondiale stagionale ed è record continentale. Ecco un’altra pronta per Berlino!
Tra i velocisti, in assenza di Usain Bolt e Tyson Gay, Churandy Martina (Antille Olandesi) mette in fila i n. 2 e 3 della velocità statunitense. Dominio caraibico anche in campo femminile.
Come da pronostico, gli 800 sono di Abubaker Kaki, leader stagionale, davanti a Borzakovskiy ed all’americano Symmonds. Nella gara femminile, l’americana (che progressi USA nel mezzofondo!) Vessey stabilisce il mondiale stagionale, davanti ad una russa e due inglesi col pb.
Il cubano Dayron Robles vince nettamente (13”06, record del meeting, con grande tecnica ed eleganza di corsa) i 110.
Nei 3000 (piani) l’ugandese Kipsiro batte i kenyani con 7’30” (ultimo l’italiano Meucci, con 7’53”), mentre nelle siepi il sudafricano Ramolefi conduce la gara (dopo l’uscita di scena delle lepri), fino a quando Taher (Brunei, ex kenyano: si chiamava Kipkurui Sang) decide d’andarlo a riprendere, superarlo e chiudere in 8’07” (tirandosi dietro un kenyano “vero”).
Ecco i 1500, ultima gara femminile, ove la sfida è tra Gelete Burka (un’etiope di 1,58 per 45 kg) contro la Jamal (1,70 per 61), vinta da quest’ultima (corre per il Bahrein) in 3’58”. Sembra lento? Se avessi corso i 1500 con loro, m’avrebbero doppiato!
Nei concorsi, ho seguito poco il giavellotto donne. Nell’alto, la gara è stata incerta fino all’ultimo tra la Vlasic e la Friedrich; ancora un duello tra due atlete dalla struttura fisica diversissima, vinto (2,03, pari misura) ancora dalla più alta (1,92: sarei curioso di vederla da vicino, potrei portarle borracce ed asciugamani!). Il francese Lavillenie (idolo di casa) ha vinto l’asta, ma i concorsi meglio seguiti dalla nostra posizione sono stati i salti in estensione. Il triplo donne è stato dominato dalla cubana Savigne. Il lungo uomini è andato al simpatico sudafricano Mokoena, con 8,28 al primo salto. Inguardabile la gara di Andrew Howe: 7,85 all’ultimo salto, ma è parso veramente fuori forma. A me è sembrato che la velocità ci fosse, ma un paio di salti li ha chiusi male ed in un paio lo stacco era al di sotto delle sue capacità. Un vero peccato vedere un talento così in ombra!
Nel complesso, belle gare, con italiani praticamente assenti (mentre ho notato molti giovani inglesi).
A fine serata, fuochi d’artificio, musica ed il pullman ci riporta a casa.
Paolo Bossi