Cronaca "5^ StraMerana" – Merana, 30/06/2009

 

Merana ospita la gara più vicina a Cortemilia (ovviamente dopo la bella Marcia del Puschera di Serole, in programma per ottobre). Così, dopo un’intensa giornata al lavoro forzato di piastrellista, in tutta fretta raggiungo Enrico e Sandra a Serole e con loro in 20’ arriviamo a destinazione.

Dopo rapidi parcheggio ed iscrizione (5€, con evitabile pacco gara di prodotti alimentari da discount ed apprezzato buono per piatto di pasta), s’incontrano molti amici, anche dell’Atletica Varazze: quattro chiacchiere ed è già il momento di cambiarsi e riscaldarsi, malgrado la temperatura decisamente alta. Del percorso so solo che è un giro unico di 6,2 km. Me lo faccio descrivere ed apprendo che compende ben tre salite, "ma due sono brevi".

 

Al via, ci si lancia (assaporando quello che si rivelerà l’unico tratto in pianura) verso la ferrovia, ma al passaggio a livello si svolta a sinistra e si sale per circa 500 mt.. Brevissimo falsopiano e si continua a salire. Si percorrono strade ultrasecondarie, senza traffico. Gli incroci sono segnalati e presidiati, senza pericolo di sbagliare. E’ la stagione del taglio del fieno ed il mio respiro è in rapido peggioramento, non solo per la scarsa forma!

Ci sono molte curve e perdo un po’ il senso dell’orientamento, ma si continua con un tratto ondulato ed una facile discesa. Quando la strada sale verso la torre, capisco d’essere sull’ultima salita, breve ma dura! Il respiro diventa un rantolo e sperimento per la prima volta quella che credo sia una crisi d’asma. A correre proprio non riesco più, decido di non insistere e di camminare! Mi superano un paio di concorrenti e la sempre brava Susanna. Anche lei per un pezzetto cammina, ma la cosa non mi consola: in 150 gare non m’era mai capitato di smettere di correre. Che vergogna!

Finalmente, ecco il punto (raggiunto dall’altra direzione nel riscaldamento) ove si gira a sinistra per scendere verso il paese. Attraversando la stradina (sempre depresso e al passo), m’avvicino ad un cespuglio e vedo un animale uscirne verso di me. Ho pensato: "Un cane, mi manca solo d’essere morsicato"! Non era un cane, ma un bellissimo capriolo!

Senz’altro, il quadrupede s’era spaventato: quelli prima di me correvano per i fatti loro, mentre quell’uomo alto in gialloblù che cammina verso di lui rappresentava di certo un pericolo: meglio fuggire dal cespuglio! (Non dubitatene: prima di redigere questa cronaca mi sono dedicato allo studio della psicologia cervide).

Osservo stupito, l’ungulato passarmi vicinissimo (arretro d’un passo per non farmi pestare i piedi) e, nel curvare sull’asfalto, stringere troppo la curva: gli slittano le zampe e si fa 5 mt. scivolando su un fianco!

La sorpresa m’ha distratto dalla mia crisi: altri concorrenti mi stanno raggiungendo, e decido di riscattarmi, buttandomi giù a mille nella discesa un po’ accidentata; dopo breve piano, taglio il traguardo in 29’31".

 

Dopo un semplice ristoro (ce n’era un altro a metà percorso), ci si lava con una doccia fredda all’aperto, ci si cambia e – accomodati per cena – si gusta un piatto di pasta in compagnia, mentre si svolgono le premiazioni.

 

Al distributore automatico del paese mi rifornisco di latte fresco crudo e, tornando a Cortemilia, prometto a me stesso di tornare e farla tutta di corsa l’anno prossimo (con sollievo e maggior tranquillità dell’amico quadrupede)!

 

Paolo Bossi