La sparo lì: andiamo a Firenze a correre la Notturna di san Giovanni? Come per tutte le città dove si è abitato, con Firenze si è creato un rapporto particolare. Dire "Firenze", non è come dire un posto qualunque, vuole dire recuperare un po' di passato, più che andare a costruire un po' di futuro. Filippo era un pupazzetto minuscolo, che correva dentro al tutone giallo lungo la discesa davanti a Boboli e ad ogni passo sembrava perdere l'equilibrio e cascare in avanti. Ora che, come si dice, "ne è passata di acqua sotto Ponte Vecchio", Filippo corre ben più di me, ed è cresciuto, ma non quanto serve per correre la Notturna di san Giovanni, perché ci vogliono 18 anni: per fortuna c'è ancora qualcosa per cui un figlio non è ancora cresciuto abbastanza...! Firenze: Piazza San Giovanni, ore 19:30. Dopo esserci perse con Enrica, eccoci qui. Ritiriamo i pettorali sul lato del Battistero: ora siamo pronte. Le mostro le finestre di casa nostra, a 50 metri da lì. Il luogo è familiare, ma forse questa sera ancora di più. Infatti oltre ai soliti giapponesi e americani, c'è il mondo delle corse: i banchi coi volontari e i runners che, malgrado qui siano tutti sconosciuti e non indossino i soliti colori, hanno gli stessi volti in tutte le parti del mondo. Tra le altre, notiamo la squadra "Le Panche"... che mi suona un po' come a Varazze ci chiamassimo gli "Scoeggi"... lo proporrò a Silvio!! (non me vogliano gli amici toscani, lo dico solo con grande simpatia nel loro confronti...). E' meglio mangiare qualcosa, ma cosa? Entriamo in un bar: le ultime focaccine con la fritata ci guardano dal dietro il vetro e mi viene un groppo allo stomaco: forse è meglio trovare del pane. Ma è tardi... c'è solo il Conad aperto. Entriamo, ma c'è coda, non riusciamo ad aspettare, vediamo due fette di panettone incellofanate (siamo a giugno...) e le prendiamo, insieme ad una bottiglietta di Gatorade in due. Ci sediamo sui gradoni di San Lorenzo e, sperando che il panettone non urli vendetta, cerchiamo di mangiare qualcosa. Consegno lo zaino al deposito bagagli e ci facciamo un po' di riscaldamento guardando due vetrine in Via dei Calzolai (beh... come perdere l'occasione...!). Fa molto caldo, ho una sete pazzesca e berrei litri. Ci mettiamo in coda presto, perché c'è tanta gente e abbiamo notato che almeno il primo tratto non è molto largo. La partenza e l'arrivo sono proprio in fronte al Duomo. Non ci rendiamo bene conto di quanta gente ci sia perchè siamo in mezzo alla ressa, ma dicono 1500. La partenza è caotica e in effetti il primo chilometro è un po' problematico: molta molta attenzione a non cadere, a infilarsi appena possibile per evitare "pericoli" e ingorghi. Corro "a singhiozzo", a volte anche esagerando e oltrepassando i miei limiti. Passati i primi chilometri poi una sete pazzesca, tanto caldo e tanta fatica (non è una novità, anche se ogni volta si spera vada meglio...). Sul percorso tanta gente e tanto tifo. All'arrivo (10150 mt) vedo 51' sul maxi-cronometro e ho ancora la forza per sorprendermi come non ci sia peggio al peggio... Infine troppa ressa per uscire dall'"imbuto" e consegnare il chip e finalmente avere qualcosa da bere (niente da mangiare). Le premiazioni avvengono un po' in sordina e in breve i runners si dileguano, spariscono, modificano il loro aspetto e, indossati Birkenstock o infradito e caricato lo zainetto in spalla, si mimetizzano con i soliti turisti di tutte le sere in Piazza San Giovanni a Firenze.